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Chiudere i diastemi con gli allineatori senza perdere il torque degli incisivi
22 Giugno 26

Chiudere i diastemi con gli allineatori senza perdere il torque degli incisivi

La chiusura dei diastemi con gli allineatori ha una trappola che compare quasi sempre nello stesso momento: quando gli incisivi iniziano a retrudersi, il torque si perde. Il risultato è una retrusione che chiude lo spazio ma lascia gli incisivi inclinati verso palatale, con tutto ciò che questo comporta per l’estetica e la stabilità a lungo termine.

Evitarlo non richiede risorse straordinarie. Richiede di rispettare una sequenza in cui il torque si lavora prima che inizi la retrusione, non durante né dopo.

L’ancoraggio posteriore è la condizione di partenza

Prima di muovere qualsiasi dente anteriore, i settori posteriori devono essere fissati.

Nei casi con diastemi significativi in entrambe le arcate, la tentazione è iniziare a chiudere gli spazi fin da subito. Ma se il settore posteriore non è consolidato come ancoraggio, la chiusura anteriore trascina con sé i denti di supporto e il controllo del torque diventa praticamente impossibile.

Quello che si fa è mantenere i settori posteriori fermi mentre si ordina l’arcata a livello di premolari e canini, proinclinando gli incisivi nello stesso tempo. Quella proinclinazione iniziale è ciò che genera l’ipercorrezione del torque che andrà a compensare la perdita che avverrà durante la retrusione successiva.

Prima il torque, poi la chiusura

L’ipercorrezione del torque non è un dettaglio estetico, è una condizione biomeccanica.

Quando gli incisivi si proinclinano in modo controllato prima di iniziare la retrusione, il sistema accumula un eccesso di torque vestibolare che funziona da riserva. Retrudendo poi, quella riserva si consuma in modo progressivo e il torque finale resta sui valori corretti.

Se si prova a fare entrambe le cose insieme (retrudere e mantenere il torque contemporaneamente) l’allineatore non ha la capacità di esprimere i due movimenti con la stessa efficienza e uno dei due cede. Quasi sempre è il torque.

Nella mandibola la sequenza segue la stessa logica

Un errore frequente è trattare l’arcata superiore e quella inferiore come se fossero indipendenti.

Nell’arcata inferiore la sequenza è la stessa: prima si definisce la posizione dei premolari, poi si retrudono i canini, e in ogni momento si verifica che non ci siano interferenze tra le due arcate. Se in qualche fase intermedia compare un’interferenza occlusale tra superiore e inferiore, la correzione del torque si complica in modo significativo perché il sistema inizia a compensare invece di progredire.

Durante la retrusione: torque per grado e per allineatore

Quando arriva il momento di retrudere gli incisivi, c’è un’indicazione che va trasmessa in modo esplicito al tecnico.

La priorità non è la traslazione né la velocità di retrusione, ma il torque. Si chiede al CAD designer di applicare un grado di torque radicolare per allineatore su ogni dente, mantenendo sempre l’overjet per tutto il movimento. Quella combinazione (torque costante più overjet preservato) è ciò che permette di arrivare alla fine del trattamento con gli incisivi nella posizione corretta e senza aver sacrificato l’angolazione radicolare durante la chiusura.

Il torque non si recupera alla fine: si protegge dall’inizio

La conclusione di questo protocollo è anche la sua premessa più importante.

Non esiste una fase di “correzione del torque” alla fine del trattamento. Il torque si gestisce da prima che inizi la chiusura, si protegge durante la retrusione con indicazioni precise al tecnico, e si verifica in ogni fase controllando che non ci siano interferenze tra le arcate. Quando questa logica si applica fin dall’inizio, il risultato è una chiusura dei diastemi con gli incisivi nella posizione corretta, senza bisogno di refinement per recuperare ciò che una cattiva sequenza ha perso.


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