Tecnica sandwich: risolvere affollamenti severi senza stripping, estrazioni né miniviti
Quando si presenta un caso di affollamento severo, le prime opzioni che vengono in mente sono quasi sempre le stesse: stripping, estrazioni o miniviti. In certi pazienti, per indicazioni parodontali, per preferenza del paziente stesso o per entrambe le cose, nessuna di queste opzioni è praticabile o desiderabile. La tecnica sandwich è l’alternativa quando bisogna risolvere l’affollamento senza ricorrere a nessuna di esse.
Non è una tecnica semplice sul piano della pianificazione, ma i risultati giustificano lo sforzo quando il caso è ben selezionato.
In cosa consiste: distalizzazione coordinata dei quattro quadranti
La tecnica sandwich consiste nel distalizzare i quattro quadranti in modo simultaneo e coordinato.
Il range di distalizzazione abituale è tra 1 e poco più di 1 mm per quadrante. Quella quantità, combinata con un’espansione moderata, di solito è sufficiente a risolvere l’affollamento senza dover proinclinare eccessivamente gli incisivi. Anzi, uno dei risultati più caratteristici di questa tecnica è che i denti finiscono in una posizione più retrusa rispetto all’inizio, cosa particolarmente favorevole nei casi in cui la proinclinazione anteriore è controindicata.
Il dettaglio che definisce il successo: la coordinazione tra le arcate
Distalizzare quattro quadranti contemporaneamente è un movimento con molti fronti aperti allo stesso tempo, e il rischio maggiore è che compaiano interferenze occlusali tra arcata superiore e inferiore durante il processo.
Per questo la coordinazione trasversale tra le due arcate va sorvegliata per tutto il trattamento, non solo alla fine. In ogni fase bisogna verificare che non si generino contatti prematuri né blocchi che possano deviare la meccanica o rallentare il movimento.
C’è inoltre una regola di sequenziazione da rispettare sempre: l’arcata superiore si distalizza leggermente prima di quella inferiore. Quella piccola asimmetria temporale è ciò che evita che le due arcate si blocchino a vicenda nelle fasi intermedie.
Tre condizioni che devono essere sempre soddisfatte
Durante la pianificazione e il monitoraggio di questi casi ci sono tre aspetti che non si possono trascurare.
Il primo è che ci sia una distalizzazione reale nel segmento posteriore dei quattro quadranti, non solo in uno o due. Il secondo è che ci sia una proiezione controllata a livello anteriore che accompagni quella distalizzazione senza eccedere. Il terzo è che in nessuna fase intermedia ci siano interferenze tra le arcate che compromettano la coordinazione del sistema.
Quando uno di questi tre punti viene meno, il trattamento si allunga e compaiono i refinement che proprio si volevano evitare.
Casi lunghi, ma con risultati che altre opzioni non danno
Questa tecnica ha un limite chiaro: i piani di trattamento sono più lunghi rispetto ai casi con estrazioni o stripping, proprio perché bisogna gestire con attenzione tutte le possibili interferenze lungo una sequenza con molti movimenti simultanei.
Ma quella durata è il prezzo per ottenere qualcosa che le altre opzioni non permettono: risolvere un affollamento severo con overbite, curva di Spee marcata e contrazione, senza forzare i denti oltre la corticale, senza stripping e senza procedure chirurgiche di alcun tipo. Nel paziente giusto, è un’opzione che vale la pena considerare prima di dare per scontato che non ci sia alternativa alle estrazioni.
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