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Distalizzazione inferiore con microviti nella classe III
5 Ottobre 26

Distalizzazione inferiore con microviti nella classe III

Molte classi III si accompagnano a un’ipoplasia maxillare, e quell’ipoplasia raramente è solo trasversale: quasi sempre ha anche una componente sagittale. Per questo, in questi casi, l’ordine dei movimenti conta quanto i movimenti stessi. Prima risolviamo il mascellare, e solo dopo distalizziamo l’arcata inferiore, appoggiandoci all’ancoraggio scheletrico perché quel movimento sia prevedibile.

Prima il mascellare, poi l’arcata inferiore

La sequenza parte dal correggere il mascellare: dopo la disgiunzione mettiamo una maschera e lasciamo che il paziente arrivi a una migliore relazione sagittale. Con quella base già normalizzata avviamo il protocollo di distalizzazione inferiore. Provare a distalizzare in basso prima di aver migliorato il mascellare significa combattere contro il caso; farlo dopo è accompagnare un movimento che ha già il terreno pronto.

Un pattern di un mezzo, mai un terzo

La corticale dell’arcata inferiore è più densa di quella del mascellare superiore, quindi la distalizzazione va dosata. Programmiamo un pattern di un mezzo e non scendiamo a un terzo, cambiando gli allineatori ogni sette giorni. È una regola volutamente conservativa: chiedere meno per allineatore è ciò che fa esprimere il movimento in un osso che perdona poco.

La microvite nella cresta obliqua esterna, invece degli elastici intermascellari

Per sostenere la distalizzazione senza mesializzare i denti, invece di ricorrere a elastici intermascellari (che trascinano molta componente del mascellare superiore, già normalizzato) mettiamo una microvite nella cresta obliqua esterna, distale al canino. Quell’ancoraggio scheletrico è ciò che ci permette di distalizzare senza perdere il controllo.

Molla, non catenella

Un dettaglio di meccanica: al posto di una catenella, che si disattiva subito, mettiamo una molla con legature metalliche. La molla dà una forza più continua, ed è proprio quella continuità che serve a una distalizzazione sostenuta. Così correggiamo la relazione molare senza proinclinare gli incisivi, perché il mascellare è già a posto.

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