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Come gestire i denti con recessioni gengivali con gli allineatori
3 Agosto 26

Come gestire i denti con recessioni gengivali con gli allineatori

In un dente con una recessione gengivale marcata, il rischio non sta tanto nel movimento che vuoi fare quanto nel momento in cui decidi di farlo. Muoverlo presto, quando non hai ancora ancoraggio, è il modo più rapido di perdere il controllo proprio nella zona più delicata. La chiave, quasi sempre, è la sequenza.

Con gli allineatori abbiamo un vantaggio per questo: possiamo decidere con precisione in quale allineatore inizia a muoversi ogni dente. E quella capacità di sequenziare è esattamente ciò di cui ha bisogno una radice da riposizionare attraverso un parodonto compromesso, dove il margine di errore è minimo.

L’errore di iniziare dal torque radicolare

Immaginiamo un premolare del quarto quadrante con una recessione marcata e la radice fuori dalla sua posizione ideale. L’impulso naturale è correggerlo il prima possibile, applicando torque radicolo-linguale fin dalle prime fasi.

È proprio ciò che conviene non fare. Nelle fasi iniziali il resto dell’arcata si sta ancora muovendo, quindi non abbiamo un ancoraggio stabile su cui appoggiarci. Forzare il torque di quella radice in quel momento ci lascia poco controllo sul dente che meno lo perdona, proprio dove il supporto osseo e la gengiva sono più fragili.

Il resto dell’arcata come ancoraggio: aspettare che tutto il resto finisca

L’alternativa è impostare il trattamento muovendo tutti i denti e lasciare il movimento radicolare del dente compromesso alla fine, quando il resto ha già terminato e la sua corona è in posizione.

In quel momento cambia tutto. Tutta l’arcata, stabilizzata, agisce come una potente unità di ancoraggio, e la radice si può portare alla sua posizione con un movimento lento e molto controllato. È proprio ciò che chiede una zona con recessione: forze leggere, sostenute e senza fretta, invece di una spinta precoce e difficile da dosare.

L’effetto di una molla di Warren, senza molla

Riservare quel movimento alla fine ci dà un effetto molto simile a quello di una molla di Warren: un’azione mantenuta e dolce sulla radice, con tutta la dentatura a fare da base. Otteniamo con la sequenziazione degli allineatori ciò che con la fissa cercheremmo con un ausiliare, ma senza aggiungere apparecchiatura né dipendere dalla collaborazione per posizionarlo.

Nel caso, muoviamo tutti i denti e lasciamo la radice del 44 alla fine, a partire dall’allineatore 19, cioè quando gli altri hanno terminato. Non è un movimento isolato che forziamo, è l’ultimo tassello di una sequenza pensata perché arrivi nelle migliori condizioni possibili.

Nelle recessioni, la sequenza è il trattamento

Il principio è trasferibile a qualsiasi dente parodontalmente compromesso: non chiederti solo come muoverlo, chiediti quando. Collocare prima tutto il resto e lasciare il dente delicato alla fine trasforma il resto dell’arcata nel tuo miglior ancoraggio e trasforma un movimento rischioso in uno prevedibile.

Pensare alla sequenza prima che alla forza è, spesso, ciò che separa un trattamento che rispetta il parodonto da uno che lo compromette.

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