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Sfruttare la discrepanza di Bolton nei trattamenti con estrazioni
27 Luglio 26

Sfruttare la discrepanza di Bolton nei trattamenti con estrazioni

Nei trattamenti con estrazioni, la parte difficile di solito non è aprire lo spazio, ma chiuderlo bene. E il movimento che si complica di più è mesializzare i settori posteriori per portare i canini in classe I. Prima di assumere quel movimento, conviene guardare un dato che spesso cambia tutta la meccanica: la discrepanza di Bolton.

La discrepanza di Bolton, il rapporto tra la dimensione mesiodistale dei denti superiori e inferiori, non è solo un numero dell’analisi iniziale. Letta bene, ci dice se possiamo sostituire un movimento complesso con uno semplice. E con gli allineatori, dove la distalizzazione è un movimento comodo e molto ancorato, quella lettura vale oro.

Perché mesializzare i settori posteriori è il movimento da evitare

Pensiamo a una classe II completa in cui, in una prima fase, abbiamo estratto i quattro (14 e 24). Arriviamo a una situazione con buon ingranaggio su molari e premolari, ma con spazio residuo davanti. Per lasciare i canini in classe I, la via da manuale sarebbe mesializzare i settori posteriori.

Il problema è che quella mesializzazione è spesso complessa. La corona è già mesializzata rispetto all’apice, quindi portare la radice dietro costa, consuma ancoraggio e tende a inclinare il dente invece di muoverlo in massa. Con l’ortodonzia fissa, sostenere quell’ancoraggio obbligherebbe spesso a rinforzarlo con miniviti. È il tipico movimento che, se si può evitare, si evita.

La discrepanza di Bolton come dato che cambia la meccanica

Qui l’analisi delle dimensioni dentali smette di essere una formalità. Se misuriamo i diametri mesiodistali, vediamo che in questo caso i premolari inferiori sono più larghi dei loro antagonisti superiori (qui, i due cinque). Quell’eccesso di dimensione inferiore non è un ostacolo: è la leva che ci permette di cambiare piano.

Prima di scansionare per gli allineatori aggiuntivi, pianifichiamo uno stripping nell’arcata inferiore. Ed ecco la sfumatura importante: quello stripping non cerca di “guadagnare spazio” e basta, cerca di normalizzare la dimensione mesiodistale di quei premolari perché la meccanica possa invertirsi.

Distalizzare invece di mesializzare: lo stesso obiettivo per la via facile

Una volta normalizzata la dimensione con lo stripping, non abbiamo più bisogno di mesializzare i settori posteriori. Possiamo mantenerli fermi e distalizzare i premolari dell’arcata inferiore. Quella distalizzazione è un movimento semplice, con molto ancoraggio a favore, ed evita il movimento scomodo di trascinare in mesiale i premolari superiori.

Il cambiamento non è da poco: passiamo da un movimento che lotta contro l’anatomia a uno che la sfrutta. Il risultato è doppio: chiudiamo il caso con una intercuspidazione finale corretta e terminiamo il trattamento con estrazioni in soli due set di allineatori.

Diagnosticare prima di muovere

La lezione di fondo va oltre questo caso. L’analisi delle dimensioni dentali non è un dato che si annota all’inizio e si dimentica, è uno strumento di pianificazione che può riscrivere l’intera meccanica. Leggere la discrepanza di Bolton al momento giusto trasforma il movimento più difficile di un’estrazione, mesializzare i posteriori con la radice dietro, in quello più facile, distalizzare alcuni premolari dopo uno stripping misurato.

È l’abitudine che fa la differenza: guardare i dati che già abbiamo prima di dare per scontato il movimento ovvio. Spesso il caso stesso offre una via più breve, se sappiamo leggerlo.

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